TWIN PHREAKS I:I segreti di Twin Phreaks

CAPITOLO QUINTO
Il momento della verità
La ricostruzione dei fatti fu lunga e difficile, specialmente perché Jettero Heller era l’essere più odiato del Paese, dopo Maradona; erano stati parecchi gli indizi che mi avevano condotto alla soluzione del caso e prima di tutto avevo analizzato gli elementi psicologici.
La vittima si era esaltata oltre i limiti con la falsa storia del sysop, e la sua mente malata aveva iniziato ad elaborare un allucinate piano.
Prima di tutto doveva far sì che Pier acquistasse più fiducia in lui, e a tale scopo aveva deciso di dimostrare di essere un vero hacker.
Ora,quale mezzo sarebbe stato migliore di un’ambitissima NUI utilizzabile su1421 ? Con quel codice nessuno avrebbe più messo in discussione le sue capacità , o per lo meno Pier e gli altri utenti avrebbero avuto un debito con lui.
Per procurarselo, il ragazzo aveva pensato di ricattare l’unica persona che fosse sicuramente in grado di accedere agli identificatori riservati di Itapac, cioè l’ex phreaker HAL.
Per rendere credibile la sua minaccia riferita al VAX di quest’ultimo, Jettero aveva cercato in lungo e in largo un vero gruppo di violatori di sistemi che gli fornisse le informazioni necessarie; con esse avrebbe dimostrato di essere potenzialmente in grado di farlo, acquistando così un pò di quella credibilità di cui certamente difettava.
L’etichetta di lamer non si scolla facilmente.
Dopo aver ricevuto rifiuti da tutti i gruppi ai quali si era rivolto, che non volevano avere rapporti con un loozer del suo calibro, Jettero aveva scelto una via più subdola: quella di un ulteriore ricatto, questa volta diretto a Natas.
In pratica il “lavoro” che egli gli avrebbe chiesto non sarebbe stato altro che la sequenza necessaria ad hackerare il VAX di HAL, altrimenti avrebbe spreadato nell’ambiente dei pirati del software il terribile segreto (l’uso del demo creator, e le modifiche effettuate per cancellare le tracce di tale operazione da lamer).
Storm aveva deciso di farlo tacere con le cattive, ma l’intento non era quello di ucciderlo bensì di mostrargli quale fosse il suo infimo ed inutile posto nel mondo dei phreakers.
Natas aveva perciò contattato Pier affinché effettuasse un sondaggio tra gli utenti che maggiormente odiavano Jettero, allo scopo di definire tempo, luogo e modalità dell’operazione castigo.
Ed ovviamente dovevano essere scelti, tra i moltissimi candidati, gli incaricati. Alphabit era al corrente di tutto; lui stesso aveva spiegato a Pier e Natas il modo migliore per colpire il loozer.
Non conoscendo gli imprevedibili spostamenti della vittima, si decise di far scattare l’operazione durante la notte, ma rimaneva il problema di attirarlo fuori casa: Jet era un paranoico della peggior specie e avrebbe certamente sospettato qualcosa.
Serviva un sotterfugio, e quale inganno sarebbe stato migliore dell’uso di una ragazza ? Heller era esattamente quello che si può volgarmente definire “un affamato”, bastava una figura femminile per annullare completamente il suo già scarso quoziente intellettivo.
Cristina si rifiutò nel più assoluto dei modi, quindi la scelta cadde sull’unica alternativa razionalmente possibile: Bettina, sorella di SCSI.
Quella tragica notte, Bettina si era avvicinata alla casa del ragazzo,una villetta a due piani un pò fuori città ; la camera dell’individuo era al piano terra, così era stato facile per lei sbirciare attraverso le persiane socchiuse.
Era stata la prima persona a vedere il suo corpo senza vita.
Ovviamente la stessa fanciulla, spinta dalla sua coscienza di 14enne,mi aveva fatto quella telefonata per segnalarmi come Jettero fosse già cadavere al momento della spedizione punitiva; tuttavia aveva fatto la soffiata all’insaputa degli altri membri del commando di castigatori,cercando per questo motivo di non farsi riconoscere. Non potevo escludere un’azione personale di uno dei membri della spedizione stessa, qualcuno che, commesso il delitto, avesse cercato di crearsi un alibi partecipando all’azione di gruppo.
Ma alcuni indizi mi suggerivano una ricostruzione diversa, mi indicavano quale fosse la verità .- Una volta entrato in possesso del codice 1421, Jettero avrebbe avuto la fiducia di Pier, ed alla prima occasione…l’avrebbe ucciso.
Sì , il folle Jettero Heller voleva eliminare fisicamente Pier.
Era completamente impazzito e si credeva realmente una creatura eletta, al punto tale di avere la necessità di sentirsi il solo ed unico padrone della potente board “Pier’s Group”.La scheda che egli aveva realizzato era un accessorio del tutto incomprensibile per una mente normale,ma abbinato al giusto software si sarebbe trasformato in un’arma mortale: i dischetti sarebbero stati espulsi come proiettili dai drives modificati, e l’utente che avesse premuto il tasto di espulsione (trovandosi quindi davanti ai drives) sarebbe rimasto ucciso.
Un delitto perfetto, nessuno avrebbe mai capito le modalità , se si considera che l’arma entrava in funzione solo se innescata dal software appropriato,che in seguito sarebbe sparito senza lasciare traccia in RAM. Jettero avrebbe spacciato il congegno a Pier come un fastload hardware o un’altra diavoleria del genere, e forse la scheda avrebbe svolto per un certo tempo questa sua funzione secondaria; al momento giusto il semplice upload di un file effettuato dallo stesso Jet l’avrebbe trasformata in uno strumento micidiale.
L’invidia, si sa, può rivelarsi molto pericolosa, e quella del ragazzo nei confronti di Pier era immensa.
Deceduto Pier, egli si sarebbe proposto alla famiglia come nuovo ed unico sysop, in tal modo avrebbe anche avuto la possibilità di frequentare Cristina.
Per giorni e giorni, Jettero si era occupato del progetto effettuando prove su prove; persino durante la notte immaginava, nei sogni, dischetti che volavano per la camera sparati dai drives.
La potenza di espulsione era tuttavia troppo debole, sufficiente a scalfire la parete di fondo della stanza ma assolutamente inadeguata a perforare un corpo umano, così il malato di mente aveva iniziato a studiare un sistema per aumentare la capacità omicida dell’apparato: si recava in biblioteca dove scorreva per ore ed ore riviste tecniche dalle quali trarre lo spunto necessario.
Uno dei collaudi era stato fatale per i drives dell’A2000 del fanciullo, la meccanica non aveva retto e Jettero si era ritrovato costretto a lavorare in RAM utilizzando EPROM come supporto di memorizzazione permanente.
Su EPROM era finita anche la board, creata da pochi giorni al semplice scopo di sentirsi uguale agli altri hackers,tutti sysops o cosysops di banche dati.
La sera della sua morte, Heller aveva finalmente generato la final version del software assassino ed era pronto a programmare la memoria della scheda killer; il Trackdisk.device era stato alterato trasformando il floppy drive in uno strumento di morte.
Jettero, tuttavia, aveva anche lavorato molto a lungo per risolvere i dannati problemi del suo irrilevante BBS.
Le capacità di ragionamento del loozer non erano in grado di reggere la stanchezza della giornata, ed il termine “Serial.device”, scritto e riscritto decine di volte nel tentativo di migliorare l’accesso alla board, gli echeggiava nella mente.
Come per la Coca-Cola e l’Amos Creator, il ragazzo si era irrimediabilmente confuso, programmando la EPROM assassina per agire sul dispositivo sbagliato, quello seriale.
Al momento del collaudo, egli si era alzato dalla sedia che teneva davanti al computer e si era allontanato dai drives; purtroppo si era messo pericolosamente vicino al modem.
La scarica fatale emessa dalla scheda da lui stesso realizzata aveva raggiunto la periferica, ed il cavo seriale, percorso dal potentissimo impulso, si era dimenato nell’aria sino ad attorcigliarsi intorno al collo dello sventurato.
Il peso del modem connesso all’estremità di quel cordone e lanciato con immane violenza in ogni direzione gli era stato fatale.
Jettero aveva commesso il suo ultimo errore.- Era stato forse il caso più impegnativo che mi fossi trovato a risolvere nei molti anni della mia permanenza nell’ambiente informatico, ma la soluzione di esso era di gran lunga il più importante successo della mia vasta serie.
La macchina della giustizia si mise in moto: se Jettero aveva in un certo senso ucciso sé stesso, il suo computer era stato l’esecutore materiale.
Fu processato e condannato, con le attenuanti del caso, a far girare per sei mesi l’ultimo famigerato demo dei Divina, 24 ore su 24.
Al terzo giorno Intuition visualizzò una guru di addio ed il 68000 si suicidò per la vergogna.
Gli hackers reagirono in modo diverso: chiesero ed ottennero il modem assassino, quindi dedicarono una solenne cerimonia all’oggetto che aveva sacrificato sé stesso nell’adempimento di un dovere sociale di straordinaria importanza.
(Fu questa la vera origine del termine “serial killer”).HAL uscì dalla crisi esistenziale, cambiò pseudo e divenne The Brain,quindi piantò la SIP deciso a rifarsi una vita sulla retta via del phreaking.
Cercò invano di ritrovare la sua ex ragazza, ma il mio infallibile fascino aveva colpito di nuovo; per consolarlo gli presentai Ilaria Heller, non so come sia finita.
Jettero ora era in un mondo diverso, senza dubbio migliore; nessuno l’avrebbe più deriso per la sua inferiorità .
La scheda e la EPROM da lui create sono ancora in circolazione; il nome di chi le custodisce deve rimanere segreto…
ma attenti, lamers che infestate le banche dati ! Il killer silenzioso é in agguato, e per ogni caso che viene chiuso, infiniti altri se ne possono aprire.
Questa é la vita, nel piccolo mondo segreto di Twin Phreaks.
F I N E

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