TWIN PHREAKS I:I segreti di Twin Phreaks

CAPITOLO QUARTO

Gli hackers si confessano

“Ho una confessione da fare.” ripeté Natas, “Il nostro ultimo demo,quello con la nuova pubblicità di TOD e IBB, é fatto con il demo-maker.
Storm era sicuro di averlo modificato affinché nessuno se ne accorgesse,poi era arrivato quel lamer di Jettero Heller, che dopo ventisette intro fatte nello stesso modo aveva capito subito il nostro inganno: conosceva troppo bene il programma generatore”.
Ecco un altro valido motivo per uccidere, pensai.
Jet aveva minacciato di diffondere in ogni BBS la notizia, distruggendo così la credibilità di Natas e dei Divina.
Il ricatto era davvero la specialità di quel ragazzo.
Come se avesse captato i miei pensieri Natas replico’: “Non l’abbiamo ucciso noi, maledizione! Anche se l’avrebbe meritato.
Aveva detto di prepararci a svolgere un lavoro per lui, pena la diffusione del nostro segreto”.
Certamente l’incognita principale era che tipo di “lavoro”Jettero avesse avuto intenzione di pretendere da loro; Natas sapeva più di quanto fosse disposto a rivelare, ed ora bisognava farlo parlare. L’acquisto del modem non era stato una buona idea per il povero fanciullo: gli aveva procurato solo nemici, finché uno di essi aveva deciso di liquidarlo una volta per sempre.
Complessivamente Jettero aveva il modem da tre mesi, cioè da quando aveva scoperto che i suoi tentativi di trasmettere dati fischiando nel ricevitore del telefono non avrebbero avuto molto successo.
Così , si era comprato uno Smartlink 2400S ed era entrato nel mondo delle telecomunicazioni (anche se a dire il vero non c’era rimasto a lungo).La libreria del bimbo non era particolarmente fornita, ma permetteva di capire i gusti letterari della vittima.
A parte i racconti animati dei puffi spiccavano “Missione Terra” di R.
Hubbard e classici di Isaac Asimov, George Orwell, J.R.R.
Tolkien e naturalmente William Gibson, che aveva suggerito a Jettero il nome “Cyberpunks” per la VI Conference di Pier’s Group BBS provocando l’ira dei Divina.
Rivendicando la paternità del suddetto nome Storm aveva lokkato Heller in un paio di banche dati, ed era stata guerra!
Considerata la telefonata di Natas, sulla quale avevo giurato di mantenere il segreto, Storm era doppiamente sospettabile. Mi accinsi a ricapitolare quanto avevo scoperto sino a quel punto, ma era destino che quel giorno non riuscissi a raccogliere le idee.
Tanto per cambiare fu lo squillo del telefono ad interrompere i miei pensieri, ed ancora una volta stavo per ricevere una confessione.
Dall’altro capo del filo giunse un fiume di parole pronunciate in modo isterico e reso praticamente incomprensibile da un tentativo artigianale di contraffare il tono della voce.
L’interlocutore riagganciò violentemente quasi subito, ed in pratica riuscii a percepire in modo distinto soltanto tre termini:”Heller”, “morto” e “prima”.La chiamata era stata fatta da una ragazza, non avevo dubbi.
Si può falsificare la voce, ma non é tanto facile sembrare un uomo…
Jettero ci aveva provato per tutta la vita, con scarsi risultati. Bene, ora avevo un elemento in più, ammesso che fosse autentico e se ne interpretasse il senso.
Decisi di callare la BBS di Pier da casa Heller,così l’avrei messo al corrente di quest’ultimo avvenimento.
Jet si addormentava stringendo forte il modem, il suo unico vero amico, e per ottenere questo scopo si era procurato il cavo seriale più lungo del mondo,5 metri circa, in maniera da non dover scollegare l’apparecchio dal computer.
Neppure per l’assassino (o gli assassini ?) vi era stato il bisogno di staccare il cavetto: egli aveva impugnato il modem, fatto passare il seriale intorno al collo dello sventurato e stretto con forza,finché il ragazzo non aveva più dato segni di vita.
Questa la dinamica del delitto ricostruita dai periti incaricati delle indagini ufficiali.
Il modem non voleva saperne di funzionare: evidentemente era caduto sul pavimento danneggiandosi irrimediabilmente; poco male, avrei comunicato le notizie con qualche ora di ritardo, da casa mia.
Mi accinsi a svolgere un supplemento di interrogatorio alla sorella della vittima.- Ilaria Heller aveva sempre avuto un debole per me.
L’avevo conosciuta qualche anno prima, quello stesso giorno in cui avevo incontrato Jettero in SMAU, ed ero stato subito la salvezza di suo fratello: si stava facendo rifilare per una cifra astronomica l’unica stampante multisync nella storia dell’informatica.
Il venditore aveva convinto Jettero che la grafica interlaced si poteva stampare solo attraverso tale dispositivo, e mi ci vollero ore per spiegargli che il tremolio di un’immagine sul video non implicava, se se ne eseguiva l’hardcopy, la vibrazione della testina di stampa.
Decisi comunque di sfruttare l’interesse di Ilaria nei miei confronti per costringerla a rivelarmi tutti gli aspetti nascosti della vita del fratello.
C’era sicuramente qualcosa che ancora la ragazza non aveva detto, dopo tutto erano vissuti insieme per quasi 15 anni (povera bimba!).Parlammo per un’oretta, ma ricavai molto poco a parte quattro inviti ad uscire con lei ed una dichiarazione di profondo affetto.
L’unica cosa interessante che mi raccontò furono i sogni del defunto fratello maggiore: Jettero dormiva pochissimo ed era soggetto ad incubi ricorrenti. C’era stato un periodo in cui aveva svegliato la famiglia tutte le notti gridando: “Aiuto…mi stanno crunchando !”, poi aveva cambiato sogno ed erano arrivati i dischetti che volavano per la stanza.
Durante il giorno,in compenso, passava moltissimo in biblioteca, aveva forse deciso di arricchire il suo inesistente bagaglio culturale ?- In totale la lista dei sospetti spaziava dagli stessi familiari ai”colleghi” di Conference 6: c’erano HAL e Natas, che Jettero cercava di ricattare, e Storm, che gli aveva giurato eterno odio.
Inoltre fu facile sapere che gli utenti di Pier avevano minacciato di non callare più la BBS se avessero ricevuto ancora un solo messaggio nel quale Jettero si fosse definito un essere superiore, come amava fare.
Lo stesso Pier si trovava quindi con un grosso peso da eliminare, oltretutto Jettero aveva cercato a più riprese di conquistare il cuore della giovane figlia, Cristina.
Quel ragazzo era davvero scomodo.
Per utenti, sysop, hackers, parenti e vicini di casa…
per avere la lista dei possibili assassini, si poteva direttamente consultare l’elenco telefonico. Arrivò la signora Heller con una fumante tazza di tè , proprio quello che ci voleva.
Era gentile e rilassata, sapeva che non chiudevo occhio ormai da 60 ore e mi chiese se volessi riposare qualche minuto. Sdraiato sul letto di Jettero mi misi a riflettere, e solo allora notai quel segno sulla parete: l’intonaco era scrostato in un’area di 40 cm quadrati circa.
Fu in quel momento che qualcosa scattò nella mia mente,gli indizi si erano improvvisamente legati ed anche l’ultimo tassello aveva trovato la sua esatta collocazione.
Ero finalmente riuscito ad assegnare il giusto posto nella vicenda ai personaggi coinvolti, ed ora anche l’ultimo ruolo aveva trovato un degno interprete: era il ruolo dell’assassino.

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