TWIN PHREAKS I:I segreti di Twin Phreaks

CAPITOLO SECONDO

I diari di Jettero raccontano.

Nella fredda solitudine di quella stanza iniziai la lettura dei due diari del defunto Jettero Heller.
Era un’abitudine interessante quella del diario, forse avrebbe potuto sembrare infantile ai coetanei del giovane Heller, ma occorreva tener conto dello status psichico dell’autore.
Si trattava di due quaderni rilegati in finta pelle che gli erano stati regalati il giorno del suo 16esimo compleanno affinché il fanciullo potesse scrivere i suoi pensieri, rileggerli con calma e rendersi conto di quanto fossero stupidi.
Il primo diario non conteneva nulla di particolare: le liti con i familiari, gli amori impossibili (Cristina, la figlia di Pier), i personaggi dello spettacolo preferiti e quelli detestati (John Holmes, per invidia ); insomma, c’era tutto quello che ci si può aspettare di trovare nel diario di un dodicenne oppure di un ventenne cerebroleso.
Il secondo quaderno mi apparse subito molto più interessante: Jettero era convinto di essere un hacker ed i medici sostenevano che questa sua forma di presunzione avrebbe potuto aiutarlo a credere maggiormente in sé stesso.
Così , Pier gli aveva trovato un falso ruolo di sysop nel suo BBS: era stata aperta una partizione dell’HD con una copia di alcuni file del sistema e Jettero si divertiva e si esaltava.
Periodicamente i veri sysop, cioè io e Pier, trasferivano i suoi messaggi nel BBS autentico.
La cura funzionava !Il ragazzo credeva veramente di avere del potere sugli utenti e lo ribadiva in ogni messaggio, cosa che assunse ad un certo punto dimensioni esagerate.
Avevamo ricevuto alcune lamentele, ed effettivamente gli utenti avevano tutte le ragioni, ma nessuno di noi avrebbe mai avuto il coraggio di togliere a Jettero quella che sembrava essere la sua unica ragione di vita.
Il loozer si era sopravvalutato al punto di aprire lui stesso un BBS, gestito con i drive per la mancanza dell’HD.
Anzi, a dire il vero un HD l’aveva comprato, ma al momento della formattazione aveva scoperto la massima capacità di tale dispositivo: 8 Kb.
Così per non rivelare a nessuno il bidone che gli avevano tirato, aveva deciso di far sparire per sempre quell’apparecchio e di non parlarne mai.
Questa fu in effetti la prima informazione utile che ricavai dal suo diario di presunto hacker, seguivano in ordine cronologico le cronache delle sue connessioni a QSD e qualche personale e discutibile soluzione tecnico-informatica, per esempio i punti esatti nei quali sforbiciare un floppy 5″1/4 per poterlo usare come 3″1/2.
La notizia sconcertante venne poche pagine dopo, era un messaggio breve ma racchiudeva in sé un nuovo impenetrabile mistero: Jettero aveva scritto a chiare lettere in data 28 gennaio: “ESPERIMENTO FALLITO – DF0:e DF1: INSERVIBILI”.
Seguiva uno schema elettrico che risultò subito incomprensibile; lo portai anche al Politecnico ed il professore che esaminò il tracciato chiese che l’autore fosse bruciato vivo, come eretico dell’elettronica digitale.
Ma qualcuno aveva già provveduto a sopprimere il povero Heller.
– Tornai nell’appartamento della vittima nel tardo pomeriggio e mi ritrovai ad interrogare un vicino di casa che aveva pronosticato al cranio di Jettero un incontro ravvicinato con l’antenna di sei metri e mezzo, di proprietà di Jettero medesimo, con il quale, per motivi sconosciuti,egli disturbava la ricezione FM in tutto il quartiere.
Naturalmente l’individuo era un possibile sospetto: poteva essere passato dalle minacce ai fatti.
La faccenda degli esperimenti di radiotecnica fu confermata: grazie alle perfette portanti che il defunto irradiava nell’etere, nei 3 Km circostanti la sua abitazione ogni apparecchio ricetrasmittente diveniva inutile.- La prima fanciulla ad entrare nella lista dei possibili assassini fu una biondina diciassettenne che Jettero spacciava impunemente come la sua ragazza ormai da mesi.
Questo fatto le provocava un notevole fastidio, ma soprattutto un pensiero fisso di vendetta contro colui che aveva diffuso questa diffamatoria ed infamante notizia nel raggio di 85 Km.
Solo a tarda sera ebbi la possibilità di provare ad utilizzare quei due maledetti drive.
La banca dati girava ancora sull’A2000 di Jettero, nessuno aveva toccato il computer dal ritrovamento del suo cadavere.
Inserii delicatamente nel DF1: un dischetto a caso, forse il Workbench,la testina del drive emise un forte rumore meccanico,iniziò a vibrare ed andò a sbattere violentemente contro la camma di fine corsa: la periferica era davvero fuori uso,e la stessa sorte era toccata al gemello DF0:.
Decisi di resettare l’Amiga e provare ad effettuare un boot…dannazione!
Come faceva Jettero a gestire il suo aborto di BBS se i drive erano in quelle condizioni?E come faceva a caricarlo? Fu lo stesso Amiga a rispondere, nel momento in cui non si resettò e visualizzò nuovamente l’ormai familiare sysop screen di Amiexpress.
Riprovai, e provai ancora; all’ottavo reset mi arresi: quell’idiota aveva messo la banca dati su EPROM.
Tutto il Kickstart era modificato(non smontai il computer ma ero certo che quella fosse l’unica possibilità ), rimaneva il problema dei messaggi: dove accidenti li aveva messi ? Jettero non mancava mai di scusarsi con gli utenti per la lentezza del sistema, questo escludeva l’uso della RAM (che comunque sarebbe stata insufficiente).
Era colpa dei drive, diceva, ma qual era la verità ?Perché il fanciullo era sempre in chat, anche alle 5 del mattino ? Perché non si poteva uploadare ?(-2-)Ma era chiaro ! Una breve indagine confermò subito la mia tesi, e quella sera fu risolto il primo dei segreti di Twin Phreaks,ovvero la lentezza del BBS di Jettero.
La banca dati era su EPROM; lui guardava sempre,giorno e notte, tutte le fasi della connessione di un utente, poi imparava a memoria tutti i messaggi inseriti ed era pronto, grazie ad un corso di battitura veloce frequentato pochi mesi prima, a riscrivere i suddetti messaggi quando un utente utilizzava l’opzione read.
Jettero Heller aveva inventato l’hard disk umano: era egli stesso la memoria del suo BBS.
Anche il motivo di questo assurdo sistema di gestione mi fu presto chiaro, come per l’HD da 8 Kbytes, Jettero non voleva far sapere di aver distrutto due drive in un colpo solo grazie ad un suo intruglio di componenti elettronici.
– Per le indagini fu una doccia fredda…
avevo solo l’inutile guscio di Amiexpress, ma il vero contenuto del BBS ed i messaggi che avrebbero potuto rivelarmi il nome dell’assassino erano morti con Jettero.
Mentre mi recavo all’obitorio per conoscere l’esito dell’autopsia del ragazzo,terminai la lettura del suo secondo diario.
Alphabit era citato innumerevoli volte:Jet passava ore ed ore in chat con lui (aveva anche AZComm su EPROM) ed ora Alphabit poteva praticamente definirsi lo psichiatra del giovane Heller.
Mi proposi di contattarlo al più presto, sarebbe stato un altro importante elemento per poter scoprire finalmente tutti i segreti di Twin Phreaks.

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