TWIN PHREAKS I:I segreti di Twin Phreaks

I   s e g r e t i   d i   T w i n   P h r e a k s

CAPITOLO PRIMO

L’omicidio Heller

Lo trovò la sorella, ed il suo urlo lacerante fu probabilmente più di gioia che di dolore: ora aveva una stanza tutta per sé .
Jettero Heller aveva il volto disteso ed un’espressione serena, quella che non aveva mai avuto durante la sua breve e delirante vita.
Il suo corpo era di marmo,freddo e bianco; spiccava evidentissimo sul collo il profondo segno violaceo lasciato dal cavo seriale che era stato usato per strangolarlo.
Giunsi a casa di Jettero convocato dalla madre, che riusciva a malapena a mascherare la sua profonda gioia dietro una cortina di falsa tristezza:non erano mai stati in buoni rapporti, questo si sapeva da tempo.
Il figlio non era mai riuscito ad accettare la malattia da cui era stato colpito pochi giorni dopo la nascita e che aveva impedito al suo cervello di svilupparsi come un cervello normale.
Aveva trovato nell’informatica il suo rifugio ideale: i computer, si sa, non perdono mai la pazienza, anche se l’utente non riesce a scrivere tre linee senza fare almeno due errori; nel caso di Jettero, le difficoltà erano purtroppo evidenti, e chiunque avrebbe potuto confermarlo.
All’inizio l’idea del suicidio mi balenò immediata nella mente, ma questa teoria svanì subito: troppi elementi fuori posto.
Sarebbe stato possibile in un organismo già di per sé debilitato come quello di Jettero Heller un momento di profondo sconforto, causato per esempio da una spuria da quattro minuti durante l’uso della Remote Shell.
Chissà , forse egli aveva causato al BBS l’ennesimo danno ed il rimorso lo aveva spinto all’estremo gesto, ma mai e poi mai il ragazzo avrebbe usato il cavo seriale per porre fine alla sua triste esistenza.
Era infatti convinto che l’Amiga 2000 avesse il radiatore e quello strano cavo bianco che usciva dalla RS232 fosse il tubo per l’acqua di raffreddamento.
Ma in fondo era questa sua ingenuità a fare di lui il personaggio che era, con le sue idee complicatissime ed inutili e quel suo profondo bisogno di imitarmi che l’aveva perseguitato per tutta la vita.
Il primo interrogatorio fu compiuto in casa:madre e sorella furono sincere con me e non mi nascosero, almeno in privato, la loro soddisfazione.
Furono però ferme e decise nel proclamarsi estranee all’accaduto,la sorella Ilaria sfoggiò un alibi inattaccabile: aveva passato il pomeriggio con uno dei suoi dodici abituali boyfriends(non male per una 14enne !).
Decisi di rivolgere altrove l’attenzione per continuare le mie indagini,i vicini di casa mi rivelarono di aver sentito poche ore prima lo zio di Jettero gridare a voce alta di volerlo uccidere: il fanciullo gli aveva sfasciato per la quarta volta la parte anteriore della Croma Turbodiesel.
Zio Heller era un tipo intransigente.
Forse non aveva mai capito molto del nipote, e certamente non aveva capito che Jettero non avrebbe mai potuto comprendere a fondo l’uso del cambio…
erano ben 5 marce più la retro, e Jettero riusciva a malapena a contare fino a quattro.
Fu molto dura per me dover mettere al corrente la famiglia delle attività segrete del ragazzo: si arresero all’evidenza solo aprendo i suoi diari.
All’interno di uno di essi spiccava un oggetto quadrato di colore blu, una lamella luccicante copriva un foro rettangolare nel rivestimento plastico ed un’etichetta sbiadita recava la scritta “Jettero Heller Softworks – Time Warp disk 1”.
Era la prova infamante della sua appartenenza alla setta segreta dei pirati del software.
Una nuova conferma intervenne a fugare ogni dubbio residuo: un cliente abituale di Jettero telefonò per lamentarsi dei suoi metodi di duplicazione, mi informò così che ogni persona rifornita di software dal piccolo pirata doveva farsi rifare le copie almeno quattro volte.
Nell’ultimo sciagurato caso, Jettero aveva invertito i drive e si era copiato 50 dischi vergini sui suoi supporti pieni di file.
Gli occhi della madre si riempirono di lacrime: stava ridendo troppo forte.
Frugammo nei cassetti e non trovammo nulla di particolare, a parte la mascherina verde comprata in farmacia che il ragazzo usava quando lavorava con il computer, nel timore di contrarre un virus.
Ottenuta l’autorizzazione dei familiari mi accinsi a sfogliare le pagine dei diari di Jettero: forse i suoi appunti mi avrebbero dato qualche indicazione preziosa, forse avrei scoperto il movente di quell’omicidio,forse avrei capito quali fossero i segreti di Twin Phreaks.

Articoli a caso:

    None Found

Taggato , , , , . Aggiungi ai preferiti : Permalink.